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Cass., Sez. 1, 12 luglio 2023, n. 19806, Pres. Genovese, Est. Caiazzo

CESSIONE D’AZIENDA - Coobbligazione solidale ai sensi dell'art. 2560, comma 2, c.c. - Finalità - Tutela dei creditori del cedente - Effetti - Pagamento del debito da parte del cessionario dell'azienda - Diritto di regresso verso il cedente - Sussistenza - Pagamento da parte del cedente - Fallimento della cedente - Azione per la dichiarazione di solidarietà dell’acquirente dell’azienda ceduta dalla società poi fallita - Legittimazione del curatore - Esclusione - Fondamento.

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In tema di cessione d’azienda, la previsione ex art. 2560, comma 2, c.c., della solidarietà dell'acquirente nell’obbligazione avente ad oggetto il pagamento dei debiti dell'azienda ceduta è posta a tutela dei creditori e condetermina il trasferimento della posizione debitoria sostanziale, che rimane in capo cedente, nei cui confronti può rivalersi in via di regresso l'acquirente che abbia pagato, quale coobbligato in solido, il debito pregresso dell'azienda, mentre lo stesso non può fare il cedente che abbia pagato il debito verso il coobbligato in solido. Ciò comporta che, in caso di fallimento della società cedente, il curatore non è legittimato a promuovere l'azione per la dichiarazione di solidarietà dell'acquirente dell'azienda ceduta dalla società poi fallita nell’obbligazione relativa al pagamento dei debiti contratti anteriormente alla cessione, in quanto detta azione non sarebbe proposta nell'interesse della massa dei creditori, poiché il suo eventuale accoglimento non comporterebbe alcun vantaggio per il fallimento, che sarebbe comunque tenuto ad ammettere al passivo, e pagare nei limiti della massa attiva disponibile, da un lato i creditori dell’azienda, senza potersi rivalere nei confronti dell'acquirente della stessa, e, dall'altro, quest'ultimo, agente in via di regresso in relazione ai debiti dell'azienda stessa eventualmente soddisfatti in quanto acquirente coobbligato insolito. 

Massima Ufficiale
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art. 2560, comma 2, c.c.