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Consiglio Superiore della Magistratura, 24 gennaio 2024, Linee guida

L’elenco, formato dal Tribunale, dei professionisti che possono essere nominati nelle procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza non è pubblico

Il Consiglio Superiore della Magistratura, rispondendo al quesito posto da un Tribunale, nel quale si chiedeva se la trasmissione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati dell’elenco dei curatori, tenuto dalla sezione fallimentare in conformità a quanto previsto da una circolare appositamente adottata dall’ufficio, possa incidere sull’autonomo esercizio della funzione giurisdizionale, dopo aver dato conto dei criteri normativi, nazionali ed unionali, che presidiano la scelta dei professionisti, e dopo aver precisato che, “la formazione di una classe professionale adeguatamente attrezzata presuppone lo svolgimento da parte degli esperti di un numero minimo di incarichi in un dato arco temporale, in modo che l’esperienza professionale non scenda sotto una certa soglia, con garanzia di una retribuzione minima”, e che il predetto elenco è strumento facoltativo contenente informazioni sulle competenze dei professionisti, funzionale a semplificarne la scelta sulla base di informazioni che sono tipico oggetto di scrutinio nella camera di consiglio, ha affermato che gli ordini professionali non possono prenderne visione, poiché esso attiene all’autonomo esercizio della funzione giudiziaria.
A questo proposito il Consiglio ricorda che la disciplina in tema di nomine dei professionisti è strumentale alla tutela di interessi pubblicistici rispetto alla quale il curatore non vanta posizioni di diritto soggettivo, aggiungendo che l’elenco formato dal Tribunale non sarebbe neppure passibile di sindacato da parte della Giustizia Amministrativa, in quanto strumento organizzativo interno alla giurisdizione.
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