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Le Liquidazioni Giudiziali e le Liquidazioni Controllate dichiarate nella Regione Lombardia al 30 giugno 2026
Le Liquidazioni Giudiziali e le Liquidazioni Controllate dichiarate nella Regione Lombardia al 30 giugno 2026
Alberto Valcarenghi, Dottore commercialista in Cremona
1 Settembre 2026
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Con il presente elaborato si evidenzia il numero delle liquidazioni giudiziali e delle liquidazioni controllate dichiarate nella Regione Lombardia, al 30 giugno 2026, con alcuni confronti e considerazioni.
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Con il presente elaborato si evidenzia il numero delle liquidazioni giudiziali e delle liquidazioni controllate dichiarate nella Regione Lombardia al 30 giugno 2026 con alcuni confronti e considerazioni. Vengono di seguito riportate tre tabelle, che evidenziano rispettivamente:
1) il numero delle liquidazioni giudiziali e dei fallimenti dichiarati nella Regione Lombardia per ogni Tribunale al 30 giugno dell’anno 2026 confrontati con le liquidazioni giudiziali ed i fallimenti dichiarati al 30 giugno dell’anno 2025;
2) il numero delle liquidazioni controllate dichiarate nella Regione Lombardia per ogni Tribunale al 30 giugno dell’anno 2026 confrontati con le liquidazioni giudiziali ed i fallimenti dichiarati al 30 giugno dell’anno 2025;
3) il numero delle liquidazioni controllate dichiarate nella Regione Lombardia per ogni Tribunale al 31 dicembre dell’anno 2025 confrontati con le liquidazioni giudiziali ed i fallimenti dichiarati al 31 dicembre dell’anno 2024.
Si precisa che nel presente elaborato vengono citati alcuni studi ed analisi nazionali e regionali.
La Lombardia con un PIL pari a 505 miliardi è la terza Regione più ricca di tutta l’Europa dopo l’Ile de France che evidenzia un PIL di 866 miliardi e l’inglese Greater London con un PIL di 713 miliardi. Il PIL pro-capite in Lombardia è superiore ad € 50 mila circa.
Il PIL pro-capite nazionale è superiore ad € 38 mila circa mentre il debito pubblico pro-capite è pari ad € 52 mila circa. Per l’anno 2026 il Fondo Monetario Internazionale prevede per l’Italia che il rapporto debito pubblico/PIL si attesti al 138% e tale valore sarà il più alto d’Europa.
Nella pubblicazione del 1° luglio 2026 di Unioncamere “Osservatorio Economico” si evidenzia un’interessante analisi sul mercato del lavoro nel primo trimestre 2026 in Lombardia.
Il tasso di disoccupazione è sceso al 2,8% mentre il tasso di attività, che misura la partecipazione al mercato del lavoro si attesta al 72,3%. I dati di flusso dell’INPS sul lavoro privato alle dipendenze mostrano un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni (+ 72 mila posizioni nel trimestre). In lieve calo le ore di Cassa Integrazione (-3,4%) sintesi di un calo della componente ordinaria (-29,9%) e dell’aumento di quella straordinaria (+72,2%).
Quando si analizzano i dati di una Regione è importante individuare i numeri che rappresentano il campione significativo delle società o delle imprese individuali potenzialmente assoggettabili a procedure concorsuali e quindi, come premessa, è interessante analizzare il numero di Partite Iva registrate in Lombardia al 31 dicembre 2025 e la ripartizione nelle diverse forme giuridiche come pubblicato dall’Osservatorio delle Partite Iva – Dipartimento delle Finanze.
Milano rappresenta il 41,42% del dato Regionale seguita da Brescia con il 12,40% e da Bergamo con il 9,65%.
Le società di capitali in Lombardia al 31/12/2025 rappresentano il 42,12% del totale delle Partite Iva registrate, mentre le imprese individuali che risultano ancora molto elevate sono pari al 41,09%.
Nell’anno 2025 in Lombardia sono state aperte 98.213 Partite IVA pari al 19,63% del dato nazionale.
Sempre Unioncamere ha pubblicato “L’economia della Lombardia” analizzando l’andamento del settore dell’edilizia nel 1° trimestre 2026.
Nel primo trimestre 2026 il volume d’affari delle imprese lombarde dell’edilizia registra un incremento tendenziale pari al +7%, confermando il rafforzamento evidenziato nel corso del 2025. Anche le commesse confermano la fase di crescita.
Tabella 1
CONFRONTO TRA LE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI ED I FALLIMENTI DICHIARATI AL 30/06/2026 CON LE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI ED I FALLIMENTI DICHIARATI AL 30/06/2025
Nei tredici Tribunali della Regione Lombardia, nel primo semestre 2026 sono stati dichiarati n. 1009 liquidazioni giudiziali e fallimenti, rispetto alle n. 1031 liquidazioni giudiziali e fallimenti dichiarati nel primo semestre 2025, con un decremento totale di 22 procedure, pari a circa il 2% in meno rispetto al 30 giugno 2025. Nel primo semestre 2024 i fallimenti e le liquidazioni giudiziali dichiarati erano stati 928, con un incremento di procedure di 103 unità rispetto al primo semestre 2024 pari all’11%. Nel primo semestre 2023 le procedure dichiarate erano pari a 796 unità.
Sei Tribunali, precisamente Brescia (-36%), Como (-20%), Lodi (-54%), Mantova (-28%) Sondrio (-22%) e Varese (-7%) evidenziano un decremento, mentre gli altri sette Tribunali rilevano un aumento.
Al 30 giugno 2026, il Tribunale di Busto Arsizio evidenzia un incremento di 17 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 34% circa, rispetto al 30 giugno 2025 (l’anno scorso nel medesimo periodo il Tribunale di Busto Arsizio aveva evidenziato un decremento pari al 19%).
Al 30 giugno 2026, il Tribunale di Lecco evidenzia un incremento di 3 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 25% circa, rispetto al 30 giugno 2025. (il Tribunale di Lecco nel medesimo periodo dell’anno scorso aveva evidenziato un decremento del 29%).
Al 30 giugno 2026, il Tribunale di Bergamo evidenzia un incremento di 18 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 19% circa, rispetto al 30 giugno 2025. (il Tribunale di Bergamo nel medesimo periodo dell’anno scorso aveva evidenziato un incremento dell’11%).
Al 30 giugno 2026, il Tribunale di Monza evidenzia un incremento di 12 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 12% circa, rispetto al 30 giugno 2025. (il Tribunale di Monza nel medesimo periodo dell’anno scorso aveva evidenziato un decremento del 9%).
Al 30 giugno 2026, il Tribunale di Cremona evidenzia un incremento di 4 liquidazioni giudiziali e fallimenti, pari al 12% circa, rispetto al 30 giugno 2025. (il Tribunale di Cremona nel medesimo periodo dell’anno scorso aveva evidenziato un incremento del 200%).
Il Tribunale di Milano (primo Tribunale della Regione per numero di liquidazioni giudiziali e fallimenti dichiarati) con 410 procedure aperte ha dichiarato il 41% delle procedure di tutta la Lombardia, rispetto a circa il 38% delle procedure dichiarate al 30 giugno 2025. L’incremento è stato di 20 procedure pari al 5%. (il Tribunale di Milano nel medesimo periodo dell’anno scorso aveva evidenziato un incremento dello 0,26%).
Il Tribunale di Bergamo è il secondo Tribunale della Lombardia per numero di procedure dichiarate. Al 30 giugno 2026. Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato n. 112 liquidazioni giudiziali e fallimenti, rispetto alle 94 del periodo precedente, con un incremento, rispetto al 30 giugno 2025, di 18 procedure, pari a circa il 19%. Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l’11% delle procedure di tutta la Lombardia (l’anno scorso la percentuale era dell’11%).
Il Tribunale di Monza è il terzo Tribunale della Lombardia per numero di procedure dichiarate. Al 30 giugno 2026. Il Tribunale di Monza, ha dichiarato n. 110 liquidazioni giudiziali e fallimenti rispetto alle 98 del periodo precedente, con un incremento, rispetto al 30 giugno 2025, di 12 procedure, pari a circa il 12%. Il Tribunale di Monza ha dichiarato l’11% delle procedure di tutta la Lombardia.
Il Tribunale di Brescia è il quarto Tribunale della Lombardia per numero di procedure dichiarate. Al 30 giugno 2026, il Tribunale di Brescia, ha dichiarato n. 99 liquidazioni giudiziali e fallimenti rispetto alle 154 del periodo precedente, con un decremento, rispetto al 30 giugno 2025, di 55 procedure, pari a circa il 36%. Il Tribunale di Brescia ha dichiarato il 10% delle procedure di tutta la Lombardia.
Il Tribunale di Busto Arsizio è il quinto Tribunale della Lombardia per numero di procedure dichiarate. Al 30 giugno 2026, il Tribunale di Busto Arsizio, ha dichiarato n. 67 liquidazioni giudiziali e fallimenti rispetto alle 50 del 30 giugno 2025 (con un incremento del 34%). Il Tribunale di Busto Arsizio ha dichiarato il 7% delle procedure di tutta la Lombardia.
I primi cinque Tribunali della Lombardia sopra evidenziati hanno dichiarato nel primo semestre 2026 complessivamente n. 798 procedure, pari al 79% circa delle liquidazioni giudiziali e fallimenti dichiarati in tutta la Regione (al 30 giugno 2025 le procedure erano 786 pari al 77% del totale).
Il Tribunale di Milano, con 410 procedure dichiarate, è il primo Tribunale della Lombardia ed il secondo d’Italia. Infatti il Tribunale di Roma, al 30 giugno 2026, ha dichiarato n. 618 procedure ed è il primo Tribunale d’Italia per il numero di procedure dichiarate nel primo semestre 2026.
Tabella 2
CONFRONTO TRA LE LIQUIDAZIONI CONTROLLATE DICHIARATE AL 30/06/2026 CON LE LIQUIDAZIONI CONTROLLATE DICHIARATE AL 30/06/2025
Il numero delle liquidazioni controllate in Lombardia, al 30/06/2026 è pari a 507 unità, rispetto alle 518 dichiarate al 30/06/2025 con un decremento del 2% pari a 11 unità.
Nei 13 Tribunali della Lombardia 6 evidenziano un incremento, 5 evidenziano un decremento e 2 risultano invariati rispetto al 30/06/2025.
Il Tribunale di Varese evidenzia l’incremento percentuale maggiore pari al 40%, seguito dal Tribunale di Bergamo con un incremento del 10% e dal Tribunale di Mantova con una percentuale del 9%.
Il Tribunale di Monza evidenzia il decremento percentuale maggiore pari al 25%, seguito dal Tribunale di Milano e di Cremona con un decremento del 13%.
Il Tribunale di Brescia con 119 Liquidazioni Controllate risulta il primo Tribunale della Regione Lombardia (anche l’anno scorso Brescia con 124 liquidazioni controllate risultava il primo Tribunale Regionale).
Il secondo Tribunale della Lombardia per numero di liquidazioni controllate dichiarate risulta Pavia con 80 unità (anche l’anno scorso Pavia con 77 liquidazioni controllate risultava il secondo Tribunale Regionale).
Il terzo Tribunale della Lombardia per numero di liquidazioni controllate dichiarate risulta Bergamo con 69 unità (l’anno scorso Bergamo con 63 liquidazioni controllate risultava il quarto Tribunale Regionale).
Il quarto Tribunale della Lombardia per numero di liquidazioni controllate dichiarate risulta Milano con 61 unità (l’anno scorso Milano con 70 liquidazioni controllate risultava il terzo Tribunale Regionale).
Tabella 3
CONFRONTO TRA LE LIQUIDAZIONI CONTROLLATE DICHIARATE AL 31/12/2025 CON LE LIQUIDAZIONI CONTROLLATE DICHIARATE AL 31/12/2024
Il numero delle liquidazioni controllate in Lombardia, al 31/12/2025 è pari a 1035 unità, rispetto alle 941 dichiarate al 31/12/2024 con un incremento del 10% pari a 94 unità.
Nei 13 Tribunali della Lombardia 8 evidenziano un incremento e 5 evidenziano un decremento rispetto al 31/12/2024.
Il Tribunale di Lecco evidenzia l’incremento percentuale maggiore pari al 77%, seguito dal Tribunale di Varese con un incremento del 73% e dal Tribunale di Busto Arstizio con una percentuale del 46%.
Il Tribunale di Sondrio evidenzia il decremento percentuale maggiore pari al 60%, seguito dal Tribunale di Cremona con un decremento del 24% e dal Tribunale di Como con un decremento del 23%.
Il Tribunale di Brescia con 244 Liquidazioni Controllate risulta il primo Tribunale della Regione Lombardia (anche l’anno scorso Brescia con 227 liquidazioni controllate risultava il primo Tribunale Regionale).
Il secondo Tribunale della Lombardia per numero di liquidazioni controllate dichiarate risulta Pavia con 174 unità (anche l’anno scorso Pavia con 147 liquidazioni controllate risultava il secondo Tribunale Regionale).
Il terzo Tribunale della Lombardia per numero di liquidazioni controllate dichiarate risulta Milano con 127 unità (anche l’anno scorso Milano con 141 liquidazioni controllate risultava il terzo Tribunale Regionale).
Il quarto Tribunale della Lombardia per numero di liquidazioni controllate dichiarate risulta Bergamo con 117 unità (anche l’anno scorso Bergamo con 118 liquidazioni controllate risultava il quarto Tribunale Regionale).
La Banca d’Italia in data 17 giugno 2026 ha pubblicato il rapporto n. 3 relativo all’Economia della Lombardia. Di seguito vengono sintetizzati alcuni aspetti della presente analisi.
In base alle stime di Banca d’Italia, l’economia della Lombardia ha evidenziato una crescita dello 0,7% un risultato appena sopra la media nazionale. In relazione ai principali settori produttivi, si evidenzia quanto segue:
- Industria: la produzione è tornata ad espandersi, con un aumento delle esportazioni soprattutto verso i paesi UE, ma si è registrata anche una lieve crescita verso USA.
- Costruzioni: gli investimenti collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 hanno continuato a fornire un contributo positivo al comparto delle opere pubbliche. Nel mercato immobiliare si è registrato un aumento sia delle compravendite degli immobili residenziali sia delle quotazioni.
- Servizi: la crescita è proseguita grazie alla maggiore richiesta di digitalizzazione nel settore dei servizi rivolti alle imprese. Il flusso di turisti è aumentato, grazie soprattutto ai viaggiatori stranieri.
In relazione al mercato del lavoro, l'occupazione è aumentata ed il tasso di disoccupazione è diminuito. Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale è rimasto stabile, sebbene su livelli ancora elevati rispetto al periodo precedente la pandemia. In linea con il progressivo invecchiamento della popolazione, anche l’età media della forza lavoro sta aumentando, nonostante l’età media più bassa dei lavoratori stranieri che però sono occupati prevalentemente in professioni non qualificate. L'occupazione giovanile è cresciuta soltanto nei servizi ad alta intensità di conoscenza. In base alle ultime informazioni disponibili, le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti, in termini reali, risultano ancora inferiori nel confronto con il 2008. Le retribuzioni reali sono cresciute nei comparti dei servizi tecnologici e professionali e, in misura più contenuta, in quelli dell'industria in senso stretto; di contro sono diminuite in misura marcata negli altri comparti dei servizi. L'indebitamento delle famiglie è cresciuto, sia nella componente del credito al consumo sia in quella dei prestiti per l'acquisto di abitazioni. Il reddito disponibile pro capite in Lombardia è più elevato rispetto alla media nazionale, ma l'incidenza delle situazioni di disagio economico e le disparità nei livelli di consumo sono simili a quelle delle altre regioni. Nonostante il forte periodo di incertezza dovuto al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, nei primi mesi del 2026 l'attività economica è rimasta sostanzialmente stabile, anche se il rincaro dei beni energetici dovuto principalmente alle vicende dello stretto di Hormuz hanno peggiorato le aspettative per i prossimi mesi. Le imprese intervistate nell'indagine della Banca d'Italia si aspettano un calo della domanda per l’ultima parte del 2026 e anticipano un ridimensionamento dei piani di investimento. In questo contesto, la sostenibilità economica delle aziende dipende sempre più dalla capacità di innovare processi e prodotti e di valorizzare il fattore lavoro. Da questo punto di vista è emerso che circa la metà delle aziende dell'industria e dei servizi della Regione Lombardia ha realizzato investimenti in tecnologie digitali avanzate. Anche l'adozione dell'intelligenza artificiale è in aumento, pur restando in molti casi limitata ad applicazioni specifiche e non ancora diffusamente integrata nei processi produttivi. Nel confronto con il resto del Paese, le aziende lombarde si distinguono per una maggiore propensione all'innovazione. Nel quinquennio 2019-23, il numero di brevetti per impresa registrati presso lo European Patent Office è stato pari al doppio della media italiana. Per il rafforzamento dell'economia della Lombardia nel medio-lungo periodo, sarà decisivo che agli investimenti in tecnologie avanzate si accompagni la capacità di accrescere la domanda di lavoro nelle fasce più qualificate, di attrarre e trattenere giovani talenti. In sintesi si è assistito per la Lombardia:
- ad un decremento del numero delle Liquidazioni Giudiziali e dei Fallimenti al 30/06/2026 rispetto al 30/06/2025 con una diminuzione del 2%, pari a 22 procedure in meno, mentre l’anno precedente (30/06/2025- 30/06/2024) si era evidenziato un incremento di 103 procedure, pari all’11%;
- ad un decremento del numero delle Liquidazioni Controllate al 30/06/2026 rispetto al 30/06/2025 con una diminuzione del 2%, pari a 11 procedure in meno;
- ad un incremento del numero delle Liquidazioni Controllate al 31/12/2025 rispetto al 31/12/2025 con un aumento del 10%, pari a 94 procedure in più.
In base ai dati sopra riportati, in Lombardia, il numero sia delle liquidazioni Giudiziali sia delle Liquidazioni controllate nel periodo 30/06/2026- 30/06/2025 evidenzia un decremento del 2%. In Lombardia le Liquidazioni Controllate sono circa la metà delle Liquidazioni Giudiziali dichiarate. La situazione economica mondiale è complicata ma esistono comunque prospettive ed opportunità per chi è pronto a coglierle. Concludo con una bellissima frase di Oriana Fallaci: “La Vita ha quattro sensi: Amare, Soffrire, Lottare e Vincere. Chi Ama Soffre, chi Soffre Lotta, chi Lotta Vince”.
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REV 02
IL DIRITTO DELLA CRISI TRA PROCESSO E VALORE DELL'IMPRESA
Teatro Sociale - Piazza Teofilo Folegno, 4 - Mantova, 6/7 Ottobre 2023
A far tempo dal 2004, nel primo fine settimana di ottobre, a Mantova, di concerto
tra il Tribunale e gli Ordini locali di avvocati, dottori commercialisti e notai, unitamente all'Istituto Vendite
giudiziarie di Mantova, è organizzato un convegno che da sempre si occupa, da un angolo di osservazione plurale,
del fenomeno delle crisi d’impresa, intrecciando i saperi delle scienze aziendalistiche e del diritto.
Negli anni l'organizzazione del convegno si è arricchita dell'apporto offerto dell'istituto Centro studi diritto della
crisi e dell'insolvenza nonché da ultimo del supporto scientifico offerto dalla Rivista Diritto della crisi.
Quest’anno l’incontro di studio si soffermerà sulla salvaguardia del valore delle imprese nei percorsi di ristrutturazione
previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, capitolo cruciale del PNNR, e si addentrerà, inoltre,
nei meandri più spinosi della recente Riforma Cartabia del processo civile, esaminando, in particolare,
le problematiche di coordinamento tra le novità del codice di rito e le procedure concorsuali. Il sabato mattina
sarà dedicato alle professionalità che, dentro e fuori il processo, sono chiamate a supportare l'imprenditore in crisi.
Il convegno, more solito, si accosterà ai problemi che incombono secondo un metro costruttivo e interdisciplinare,
orientato a cogliere il senso di un sistema economico-giuridico ormai proteso a perseguire – ad un tempo – l’obiettivo
della ristrutturazione del debito e dell’impresa.
La prospettiva è quella di formare, nel dialogo costante con i magistrati e l'accademia, professionisti della crisi
capaci di cimentarsi con incognite nuove con senso di responsabilità, padronanza di idee e di strumenti.
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Comunicazione e diffusione - I dati personali dell’interessato potranno essere comunicati, intendendosi con tale termine il darne conoscenza ad uno o più soggetti determinati, dalla Società a terzi per dare attuazione a tutti i necessari adempimenti di legge. In particolare i dati personali dell’interessato potranno essere comunicati a Enti o Uffici Pubblici o autorità di controllo in funzione degli obblighi di legge.
I dati personali dell’interessato potranno essere comunicati nei seguenti termini:
- a soggetti che possono accedere ai dati in forza di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;
- a soggetti che hanno necessità di accedere ai dati per finalità ausiliare al rapporto che intercorre tra l’interessato e la Società, nei limiti strettamente necessari per svolgere i compiti ausiliari.
Diritti dell’interessato - Ai sensi degli artt. 15 e ss GDPR, l’interessato potrà esercitare i seguenti diritti:
- accesso: conferma o meno che sia in corso un trattamento dei dati personali dell’interessato e diritto di accesso agli stessi; non è possibile rispondere a richieste manifestamente infondate, eccessive o ripetitive;
- rettifica: correggere/ottenere la correzione dei dati personali se errati o obsoleti e di completarli, se incompleti;
- cancellazione/oblio: ottenere, in alcuni casi, la cancellazione dei dati personali forniti; questo non è un diritto assoluto, in quanto le Società potrebbero avere motivi legittimi o legali per conservarli;
- limitazione: i dati saranno archiviati, ma non potranno essere né trattati, né elaborati ulteriormente, nei casi previsti dalla normativa;
- portabilità: spostare, copiare o trasferire i dati dai database delle Società a terzi. Questo vale solo per i dati forniti dall’interessato per l’esecuzione di un contratto o per i quali è stato fornito consenso e espresso e il trattamento viene eseguito con mezzi automatizzati;
- opposizione al marketing diretto;
- revoca del consenso in qualsiasi momento, qualora il trattamento si basi sul consenso.
Ai sensi dell’art. 2-undicies del D.Lgs. 196/2003 l’esercizio dei diritti dell’interessato può essere ritardato, limitato o escluso, con comunicazione motivata e resa senza ritardo, a meno che la comunicazione possa compromettere la finalità della limitazione, per il tempo e nei limiti in cui ciò costituisca una misura necessaria e proporzionata, tenuto conto dei diritti fondamentali e dei legittimi interessi dell’interessato, al fine di salvaguardare gli interessi di cui al comma 1, lettere a) (interessi tutelati in materia di riciclaggio), e) (allo svolgimento delle investigazioni difensive o all’esercizio di un diritto in sede giudiziaria)ed f) (alla riservatezza dell’identità del dipendente che segnala illeciti di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio). In tali casi, i diritti dell’interessato possono essere esercitati anche tramite il Garante con le modalità di cui all’articolo 160 dello stesso Decreto. In tale ipotesi, il Garante informerà l’interessato di aver eseguito tutte le verifiche necessarie o di aver svolto un riesame nonché della facoltà dell’interessato di proporre ricorso giurisdizionale.
Per esercitare tali diritti potrà rivolgersi alla nostra Struttura "Titolare del trattamento dei dati personali" all'indirizzo ufficio.privacy@zucchettisofwaregiuridico.it oppure chiamando il numero 0444. 346211 o inviando una missiva a Zucchetti Software Giuridico srl via E. Fermi, 134 - 36100 Vicenza (VI). Il Titolare Le risponderà entro 30 giorni dalla ricezione della Sua richiesta formale.
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