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Trib. Larino, 18 maggio 2022, Pres. Est. d’Alonzo

CONCORDATO PREVENTIVO - Continuità indiretta tramite affitto d’azienda - Contenuti del piano - Informazioni richieste dall’art. 186 bis, comma 2, lettere a) e b) L. fall. - Riferibilità anche all’affittuaria - Necessità - Condizioni.

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In tema di concordato preventivo così detto in “continuità indiretta”, ipotizzata per il tramite di un contratto di affitto di azienda, il corredo informativo previsto dall’art. 186 bis, comma 2, lettere a) e b) L. fall. deve interessare anche l’affittuaria nella ipotesi in cui la continuazione dell’impresa tramite l’affitto della medesima (id est la continuità indiretta) stia a monte di un futuro trasferimento, prefigurato dal piano concordatario a scadenza del contratto. Ed infatti, tanto in questo caso, quanto in quello di continuità diretta, è necessario presidiare l’interesse a verificare che la continuazione dell'attività d'impresa — che dovrebbe rappresentare la via per un miglior soddisfacimento dei creditori concorsuali — possa finire per incidere negativamente sul patrimonio posto a garanzia degli stessi, riducendo le loro prospettive di tutela, con l’ulteriore corollario per cui occorre tenere presente, in questi casi, anche la previsione di cui all’art. 186 bis, ultimo comma, il quale conferma la centralità della continuità aziendale laddove stabilisce che, se nel corso di un concordato preventivo in continuità aziendale, l'esercizio dell'attività d'impresa cessa o risulta manifestamente dannoso per i creditori, il tribunale provvede ai sensi dell'art. 173 L. fall., revocando l'ammissione al concordato, salvo modifica della proposta (fattispecie in cui il piano concordatario, ipotizzava un attivo derivante dai canoni di affitto e dalla vendita dell’azienda alla scadenza del contratto di affitto ma ad un prezzo base stimato al momento della presentazione della domanda). 
Riproduzione riservata

art. 173 L. fall.
art. 186 bis, comma 2, lettere a) e b) L. fall.