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Giuliano Buffelli, Professore incaricato presso l'Università di Bergamo

Il D.L. n. 118/2021 e la problematica delle note di variazioni IVA

24 Dicembre 2021

La perdurante crisi economica accentuata dalla pandemia Covid 19 unitamente all’avvicinarsi del termine entro il quale va recepita la direttiva UE (n. 2019/1023) hanno indotto il legislatore a nuovamente intervenire in tema di crisi di impresa. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 24/08/2021 è stato emanato il decreto legge n. 118 rubricato “misure urgenti in materia di crisi di impresa e di risanamento aziendale, nonché ulteriori misure urgenti in materia di giustizia”.
Il decreto legge in esame sposta l’entrata in vigore del codice della crisi e dell’insolvenza (DLgs 14/2019) dal 1/9/2021 al 16/05/2022, rinvia al 2024 le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, introduce dal 15/11/2021 il nuovo istituto riferito alla procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi; introduce, dal giorno successivo alla sua pubblicazione in GU e quindi dal 25/08/2021, varie disposizioni che, intervenendo/innovando istituti già presenti nella LF e nel codice della crisi, hanno quale finalità quella di fornire a imprenditori in difficoltà ulteriori strumenti, più elastici e meno onerosi per gestire il risanamento delle imprese in crisi.
Nell’ambito delle numerose novità spicca sicuramente quella della “composizione negoziata”, per la quale l’attenzione di questo intervento è rivolto alle misure premiali di natura fiscale di cui all’art. 14, misure sicuramente finalizzate ad incentivarne l’utilizzo.
Dall’accettazione dell’incarico da parte dell’esperto e sino alla conclusione della composizione negoziata ex art. 11 co 1/2 del DL rilevano: la riduzione alla soglia legale degli interessi sui debiti tributari; la riduzione al minimo delle sanzioni fiscali se il termine assegnato per versarle in misura ridotta scade dopo la presentazione dell’istanza per l’accesso alla composizione negoziata; riduzione del 50% delle sanzioni e interessi sui debiti tributari sorti prima del deposito dell’istanza di nomina dell’esperto nelle situazioni previste dall’art. 11 co 2/3 del DL e rateazioni delle imposte non versate nel caso di pubblicazione nel registro delle imprese del contratto di cui all’art. 11 co 1 lett. a), e dell’accordo di cui all’art. 11 co 1 lett c) del DL (l’Agenzia delle Entrate su istanza dell’imprenditore, istanza sottoscritta anche dall’esperto, concede un piano di rateazione fino a un massimo di 72 rate mensili).
Nel caso di successiva dichiarazione di fallimento o di accertamento dello stato di insolvenza, gli interessi e le sanzioni sono dovuti senza le riduzioni di cui ai commi 1/2 dell’art. 14.
Rilevano poi altre misure premiali di rilevante interesse sia per il debitore che accede alla composizione negoziata che per i suoi creditori: trattasi della applicazione degli artt. 88 co 4 ter e 101 co 5 Tuir rispettivamente riferiti alla non tassazione del cd bonus da esdebitazione e della deducibilità fiscale delle perdite su crediti che i creditori delle imprese che ricorrono alla composizione assistita possono subire.
Quello che ha stimolato questo intervento risiede nel fatto che, mentre nello schema di decreto legge divulgato il 5/8 rilevava tra i “benefici fiscali” il riferimento all’art. 26 co 3 bis della legge IVA (Note di variazione/procedure concorsuali e preconcorsuali), nel testo del DL 118 il richiamo non è più riportato.
Si ricorda che il comma 3 bis dell’art. 26 della legge IVA (dopo le modifiche apportate dal DL 73/2021 conv. nella L 106/2021) prevede che il cedente di beni o il prestatore di servizi può, già al momento di apertura della procedura concorsuale o dalla data di omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis LF o dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese di un piano attestato ex co 3 lett. d) art. 67 LF, emettere nota di variazione in diminuzione al fine di recuperare l’IVA versata al momento di emissione della fattura.
Tale modifica all’art. 26 riguarda le procedure avviate dal 26/5/2021 ovvero successivamente all’entrata in vigore del decreto sostegni bis (DL 73/2021).
L’avere dimenticato, rispetto a quanto previsto dallo schema di decreto si spera, sia dovuto a errore; in caso contrario sarebbe curioso che, creditori di un debitore che ricorre a un piano attestato di risanamento ex art. 67 co 3 lett. d) LF (che come noto è strumento totalmente privatistico) abbiano la possibilità di recuperare l’IVA con nota di variazione in diminuzione già dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese del piano attestato mentre quelli riferiti a debitori che ricorrono alla composizione negoziata (strumento pure di matrice totalmente privatistica) non la abbiano.
Il solo riferimento all’art. 26 co 3 bis IVA non consente assolutamente di emettere, nell’ipotesi in esame, nota di variazione in diminuzione.
Si spera trattarsi di dimenticanza.

 

 Prof. Giuliano Buffelli