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  • 1 Giugno 2021

    Modifica in fase esecutiva del piano connesso all’A.D.R.: ora si può!

    L’emergenza economica innescata dalla pandemia ha sancito l’impraticabilità delle scadenze e degli adempimenti correlati a tanti A.D.R. omologati, mettendone a dura prova la persistente fattibilità e comunque imponendo correzioni di rotta. 
    È affiorato prepotentemente il bug che da sempre affligge l’esecuzione degli accordi come dei concordati: la mancata regolazione delle modifiche del piano rese necessarie dalle mutate dinamiche economiche e dalle evoluzioni del mercato.  
    L’assenza di una norma tesa a procedimentalizzare, a salvaguardia dell'impresa, ma anche a garanzia dei creditori, la variazione in corso d’opera delle modalità adempitive è stata ora colmata con riferimento ai soli accordi di ristrutturazione. 
    In sede di conversione del D.L. n. 41 del 2021, con L. n. 69 del 2021, è stato, infatti, modificato l’art. 182 bis L. fall., con l’inserimento di un nuovo comma ottavo mirato a consentire la modifica sostanziale in corso di esecuzione dell’A.D.R., attraverso il mero rinnovo in parte qua della relazione  attestativa e la pubblicazione di quest’ultima e del piano modificato nel R.I.  
    Ai creditori, informati mediante racc. a/r o pec, è riservata la facoltà di opporsi entro trenta giorni dalla comunicazione. 
    Viene in tal guisa anticipata la prospettiva accolta dall’art. 58, comma 2, CCII (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14), norma che a sua volta prevede la possibilità post omologa di apportare al piano modifiche sostanziali “idonee ad assicurare l’esecuzione degli accordi”, imponendo al debitore la sola pubblicità notizia nel R.I. e l’invio di una pec a ciascuno dei creditori. 
    Qualora, dunque, la proposta rimanga invariata nelle consistenze, le modalità adempitive vengono fatte ricadere nella sfera d’azione dell’imprenditore impegnato precipuamente a realizzare – essenzialmente – un risultato, cui si correla il complesso delle obbligazioni dedotte in proposta. 
    Il meccanismo innestato nell’art. 182 bis è, mutatis mutandis, già vigente in materia di sovraindebitamento, a tenore dell’art. 13, comma 4 ter, L. 27 gennaio 2012, n. 3, che permette le modifiche in fase esecutiva del piano del consumatore. 
    In allegato il testo della nuova disposizione.