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Trib. Trani, 21 dicembre 2021, Pres. Rana, Est. Infantini

ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI – Cram-down in presenza di voto contrario dell’Agenzia delle Entrate – Trattamento deteriore del creditore privilegiato rispetto ai creditori chirografari non aderenti – Compatibilità con la direttiva Insolvency – Insussistenza – Giudizio di omologazione – Rigetto.

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In virtù del principio di primazia del diritto eurounitario rispetto a quello nazionale – che impone di interpretare la normativa nazionale alla luce delle regole comunitarie, in modo da evitare la compromissione dei risultati perseguiti da queste ultime, anche quando non sia scaduto il termine per il recepimento dell’atto europeo – l’art. 182 bis, comma 4, L. fall. deve essere interpretato nel rispetto di quanto stabilito dalla direttiva europea n. 1023/2019 per la quale, nella ristrutturazione trasversale dei debiti, il piano può essere omologato e può diventare vincolante per le classi di voto dissenzienti solo se soddisfa, tra l’altro, la condizione per cui assicura che le classi di voto dissenzienti di creditori interessati ricevano un trattamento al meno tanto favorevole quanto quello delle altre classi dello stesso rango e più favorevole di quello delle classi inferiori (fattispecie nella quale il Tribunale ha rigettato la domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione in cui l’unico creditore era l’Erario dello Stato, dissenziente e rappresentante oltre l’80% dell’intera esposizione e se ne prevedeva il pagamento a condizioni e con tempistiche assai deteriori rispetto a creditori chirografari estranei all’accordo, pagati integralmente).
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art. 182 bis, comma 4, L. fall.
art. 11, par. 1, lett. c, Dir. EU n. 1023/2019